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giovedì 22 novembre 2012

TOP FIVE settimanale


L’ appuntamento settimanale con la TOP FIVE, ovvero la classifica di acquisti di narrativa e saggistica dei lettori Lazzarelli, conferma tre titoli pur con qualche movimento e segnala due nuovi ingressi.
Uno peraltro, quello di Giacomo Poretti, l’abbiamo già presentato e segnalato. L’altro è l’ultima fatica di Andrea De Carlo.

I vostri cinque titoli preferiti della settimana sono:
UNA VOCE DI NOTTE di Andrea Camilleri, Sellerio editore: un nuovo caso per il commissario Montalbano dell’amato Camilleri;
MILIONI DI MILIONI di Marco Malvaldi, Sellerio editore: romanzo, giallo, libro divertente ma di trama ricca e corposa;
VILLA METAPHORA di Andrea De Carlo, Bompiani editore: romanzo sferzante, intenso, avventuroso che indaga e smaschera il mondo di oggi attraverso vizi, virtù e contraddizioni di quattordici personaggi perfettamente inconciliabili;
ALTO COME UN VASO DI GERANI di Giacomo Poretti, Mondadori editore: autobiografia di una vita e di uno spaccato storico e sociale;
STORIA DI UN CORPO di Daniel Pennac, Feltrinelli editore: la sbalorditiva vita sensoriale di un uomo, attraverso il diario che la figlia legge scoprendo il padre dopo la sua morte.

Alto come un vaso di gerani



Giacomo Poretti, in arte “Giacomino” del trio Aldo, Giovanni e Giacomo scrive una poetica e delicata autobiografia che si apre con una lettera al figlio e si dipana come un diario, da Villa Cortese a Milano. Forse proprio al figlio vuole consegnare traccia di un tempo che non c’è più. Le emozioni, i ricordi, le passioni, i sogni di Giovanni Poretti sono narrati con garbo, a tratti con lieve umorismo in altri passi con struggente dolcezza. 

Il tempo della povertà, delle fabbriche di Villa Cortese e Legnano come di tutto il Nord in quegli anni del boom economico che ci avrebbero poi travolti tutti, l’Inter, il Circolone, la speranza comunista, i personaggi del paese. Giacomo Poretti narra la quotidianità della sua famiglia e di quel microcosmo di umanità che è Villa Cortese, rammenta i momenti di scuola, il lavoro da operaio e poi quello in ospedale, il suo rapporto con la fede e quello, tormentato, con la sua bassa statura. 

Gli amici, la nonna piccola e la nonna grande, il parroco, i compagni di scorribande sono il mondo di quella provincia lombarda degli anni ’60 che ritroviamo nella storia di Giacomo Poretti come spaccato di costume e cultura e come patrimonio di valori e sentimenti. 

Ma i tempi cambiano, profondamente. E Giacomo approda a Milano e al teatro, come aveva tanto desiderato. Lascia il posto fisso da caposala nello sconcerto di tutti e trova i nuovi “soci”, Giovanni e Giacomo. Ma soprattutto trova l’amore, per la moglie. E un figlio diventa l’occasione per tirar fuori dallo scrigno della memoria il cammino di un bambino alto come un vaso di gerani diventato adulto e cresciuto molto, non in altezza ma in centimetri di vita. Non perché sia diventato un comico affermato ma perché ha conservato la sensibilità di sempre e ha saputo tradurla in parole.